Le Tecniche di Produzione dei Semi di Cannabis

I diversi approcci nella produzione di semi di cannabis: dai regolari ai femminizzati, passando per gli autofiorenti e quelli arricchiti di CBDLettura consigliata ai coltivatori esperti

Il polline maschile viene disperso in piccole quantità dal vento o dagli insetti, dagli uccelli. È quasi invisibile, ma una volta raggiunti i pistilli è estremamente efficiente.

Oggi i breeder impiegano anni per studiare certi maschi e ciò è dovuto al fatto che l’unico modo per essere certi che il maschio scelto faccia il suo lavoro è incrociarlo e controllare i suoi discendenti.

Semi Regolari

Il seme regolare si ottiene dalla combinazione di 2 piante, una femmina e un maschio. I maschi producono polline in abbondanza poco prima che la femmina sviluppi i del fiori. Ma in un ambiente controllato indoor, per incrementare al massimo la produzione,  il maschio viene introdotto nella stanza della fioritura dai 10 ai 14 giorni dopo rispetto alla femmina. Questo per dare alle piante femmine il tempo necessario a svilupparsi prima dell’impollinazione, una volta fecondate le femmine – se sono di tipo indica – smettono di crescere e tutta l’energia va ora alla produzione di semi. Questo modo di incrociare e sviluppare di un ceppo è identico a come si comporta la Cannabis in natura. Il seme regolare sarà maschio nel 50% dei casi e femmina nell’altro 50%.

Questo metodo è la base dell’evoluzione dell’agricoltura nel corso degli anni, è stato descritto da Gregor Mendel nel 1866. Tutte le nostre verdure, frutti e cereali, derivano dal lavoro di molti agricoltori che hanno selezionato le varietà migliori con variazioni nei sapori, nelle dimensioni e nelle forme nel corso di centinaia di anni.

Anche i semi di cannabis fino al 2005 venivano prodotti esclusivamente con questo metodo e i produttori di semi dovevano avere sia la pianta femmina e la pianta maschio. Per esempio la White Widow è un incrocio tra una sativa brasiliana e una indica proveniente dall’india. La chiave è incrociare ceppi non imparentati per ottenere …il vigore ibrido e poi purificare la varietà con il metodo …inbreeding fino a ottenere la Linea Pura . In una lienea pura i figli hanno esattamente le stesse caratteristiche dei genitori.

Per ottenere semi adatti al clima europeo si incrocia una femmina indica e un maschio sativa per importare le caratteristiche della sativa – che non arriva a maturazione in europa – su una varietà indica che invece è adatta al clima europeo.

Puoi leggere la teoria di Mendel su un qualsiasi libro di biologia oppure Arjan Roskam spiega in questo video con 10 parole come fare a purificare una varietà: se lavori su un campo circoscritto – cioè le piante vengono impollinate solo dalle piante del tuo campo e non da altre – raccogli i semi dalle piante più grandi, li conservi in un barattolo e li pianti al prossimo raccolto … in pochi anni tutte le piante saranno uguali alle piante più grandi.

Semi Femminizzati

È solo dal 2000 che sì è scoperto che è possibile indurre la cannabis a cambiare di sesso spruzzando determinati prodotti chimici sulla femmina in fioritura per indurla a produrre fiori maschili.

Dal momento che la pianta è femmina (cromosoma XX), produce un’infiorescenza maschile (anch’essa con cromosoma XX e non XY come un autentico maschio). Con questo metodo di impollinazione tutti i semi progenie hanno cromosomi XX femminili e sono appunto semi 100% femmine.

Siamo quindi in grado di riprodurre una pianta femmina anche tramite seme e non solo tramite clonazione. I vantaggi per il coltivatore commerciale sono indiscutibili:

  • non perdi tempo crescendo piante maschio che – tra 2 mesi – devi eliminare
  • non devi controllare la piantagione e estirpare i maschi
  • non rischi di perdere metà del raccolto: una pianta fecondata produce – in peso – 50% semi e 50% fiori.

I vantaggi per il coltivatore outdoor che ha a disposizione spazio e produce per auto consumo sono invece relativi.

Vediamo anche i potenziali svantaggi.  I semi prodotti sono suscettibili di diventare ermafroditi, e in pratica, a differenza di ciò che dice la teoria, possono mostrare entrambi i sessi in una singola pianta, con tutti i problemi che derivano dall’avere un ermafrodita e ottenere il risultato ovvero fiori pieni di semi.

Una maniera decisamente più sicura per eliminare ogni possibilità di debolezza genetica e la possibilità di ermafroditismo è impollinare una femmina diversa da quella che utilizzi per produrre fiori maschili. Quindi se hai selezionato 5 tra i migliori cloni femmina di un ceppo regolare e vuoi ottenere una partita di semi femmina da queste, ti conviene scegliere una pianta A come femmina madre e spruzzi i prodotti chimici sulla piante B,C,D,E per ottenere il polline maschile e con il polline fecondi la pianta A. La quantità di polline è di solito molto piccola per questo parliamo di 4 piante per produrre polline e 1 sola da fecondare.

Negli ultimi 20 anni la domanda di semi femminizzati ha superato quella dei regolari e coloro che fanno incroci, sia come hobby che con un approccio professionale, continuano a creare nuovi ceppi attraverso incroci producendo semi regolari per poi usare la femmina selezionata per produrre partite di semi femmina.

Il seme femminizzato non può mai essere considerato come un seme organico e la sua principale applicazione è quella di duplicare la pianta – clonare i semi invece che clonare facendo talee – e non sviluppare nuove varietà.

Leggi Articolo dedicato ai Semi Femminizzati

Semi Autofiorenti

A differenza delle sative e le indiche, le piante autofiorenti non possono essere tenute in una fase di crescita costante.

Per produrre semi autofiorenti si usano tecniche di genetica classica: il problema è avere 2 genitori con il carattere autofiorente di modo che tutti i figli abbiamo il carattere autofiorente: serve fortuna, serve tanto spazio di modo da provare molti incroci. 15 anni dopo la Low ryder esistono centinaia e centinaia di nuove varietà autofiorenti, con rese più elevate della Low ryder originale.

Leggi Articolo dedicato ai Semi Autofiorenti

Nonostate ciò i semi autofiorenti sono consigliati solo per crescere la cannabis dove le varietà indiche non riescono a raggiungere la maturazione oppure per ottenere in fretta un piccolo raccolto.

Per produrre semi femminizzati, si utilizzano prodotti chimici per indurre le piante a produrre polline, si raccoglie il polline, si piantano di nuovo gli stessi semi e si impollinano le femmine con il polline che abbiamo raccolto.

Semi ricchi di CBD

Rappresentano l’ultima novità, nascono dalla necessità di avere piante con elevato CBD di modo da contrastare l’effetto psicotropo del THC massimizzando invece l’effetto terapeutico.  Approfondisci

La CBD Crew — è stata la prima società a produrre semi ricchi di CBD — è stato usato un approccio puramente scientifico. Insieme al nostro laboratorio di riferimento abbiamo provato molte razze autoctone e ibridi, facendo oltre 400 test per stabilire il contenuto veritiero dei diversi cannabinoidi. Una volta trovate le piante con molto CBD, abbiamo continuato il processo di selezione fino a creare le linee pure.

 

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